• La probabilità che il futuro sia uguale al passato è nulla

  • Ciò che sono è sufficiente solo se riesco ad esserlo

  • La voce dell'intelletto è fioca, ma non si dà pace finché non ottiene ascolto

  • Un giorno senza un sorriso è un giorno perso

  • Il futuro entra in noi, per trasformarsi in noi, molto prima di essere accaduto

  • Non c'è vento a favore per chi non conosce il porto

  • Fate ciò che potete, con ciò che avete, dove siete

  • Agisci sempre in modo da aumentare il numero delle scelte

  • La magia ha una sua struttura: è possibile scoprirla e insegnare ad usarla

  • ...se ho visto così lontano è perchè sono salito sulle spalle di giganti...

  • Il compito principale nella vita di un uomo è di dare alla luce sé stesso

  • Un problema non può essere risolto con lo stesso tipo di pensiero che lo ha generato

  • Gli uomini sono agitati e turbati, non dalle cose, ma dalle opinioni che essi hanno delle cose

Analisi della domanda

"[...] L’analisi della domanda è una teoria della tecnica che, all’interno di una prospettiva psicologico-clinica, si propone quale modello dell’intervento nell’ambito delle relazioni sociali e, più specificamente, quale modello dell’intervento volto alla promozione di sviluppo entro la relazione tra l’individuo e i contesti ai quali l’individuo partecipa, attraverso la rimodulazione del rapporto tra simbolizzazioni collusive e domanda di realtà emergente in chi pone la richiesta d’intervento (Carli & Paniccia, 2003).

Questa teoria della tecnica si inserisce, nella letteratura psicologica, quale proposta di superamento del paradigma individualista dell’intervento (Carli, Grasso, & Paniccia, 2007), paradigma che prevede la centratura dell’intervento psicologico e sociale sui “problemi” degli individui, ed è finalizzato alla correzione di deficit (per esempio, sul ripristino dello scarto dalla normalità attesa) attraverso l’applicazione di tecniche (psicoterapeutiche, per esempio) volte a ricondurre, ortopedicamente, la caratteristica personale o organizzativa che si presuppone causa del disagio.

La teoria dell’analisi della domanda critica fortemente l’assunzione principale della psicologia contemporanea, che riconduce i propri modelli d’intervento a una concezione eziopatogenetica dei fenomeni mentali e sociali, all’interno di una concezione deterministica (o plurideterministica), dove il comportamento umano è regolato da leggi “individuabili” che dovrebbero consentire di prevederlo e, quindi, di fornire gli elementi necessari per intervenire sulle sue “cause”.

L’analisi della domanda si differenzia profondamente dalle tendenze “oggettivanti” della psicologia contemporanea, intesa come scienza dell’intervento, e propone una analisi della realtà profondamente differente.

 L’assunto di base è che le persone e le organizzazioni sociali non richiedano l’intervento dello psicologo perché “stanno male”, bensì perché lo psicologo “esiste”, e in quanto tale è simbolizzato come figura competente che può occuparsi di alcuni problemi e dinamiche (Carli & Paniccia, 1981): la domanda d’intervento, in questa prospettiva, non è motivata da “problemi”, ma dal fallimento della collusione (Carli), ossia dalla rottura della corrispondenza tra simbolizzazione affettiva e domanda di realtà che le persone e i sistemi sociali rivolgono al contesto cui appartengono e partecipano (Carli & Paniccia, 2002). All’interno di quest’ottica, il paziente depresso non è concepito come un individuo portatore di un disagio passivo, desideroso di apprendere dal terapeuta conoscenze e tecniche per contrastare ed eventualmente risolvere i problemi da cui è afflitto, ma rappresenta il veicolo attivo di specifiche simbolizzazioni affettive, emozionalmente connotate, circa i contesti all’interno dei quali egli partecipa (familiare e lavorativo, per esempio).

L’analisi della domanda ha come obiettivo quello di promuovere simbolizzazioni differenti da quelle che si suppone abbiano generato il fallimento collusivo, attraverso la relazione fondata sulla sospensione degli agiti collusivi “viziati” da simbolizzazioni affettive che non hanno più alcun prodotto, fondate sull’illusione del possesso dell’altro, promuovendo nuove modalità di relazione con il contesto, fondate sullo scambio.

Nella proposta dell’analisi della domanda, teoria della tecnica che ormai gode di un’ampia letteratura di riferimento, vengono messi in discussione i presupposti applicativi delle teorie del funzionamento mentale, psicologico e sociale di tipo causa-effetto (Skinner, 1981), quelle ancorate a modelli “scientificamente fondati”, orientate all’ ”oggettivizzazione” delle caratteristiche psicologiche, adottando di contro una prospettiva dell’intervento fondata sull’analisi e la rimodulazione delle dinamiche della relazione, per promuovere la produttività del rapporto individuo-contesto attraverso la costruzione di simbolizzazioni affettive nuove e divergenti da quelle generalmente agite nel comportamento.

L’analisi della domanda, inoltre, ha proposto un modello concettuale concernente la declinazione di alcune specificità delle simbolizzazioni affettive fondate sull’illusione del possesso (le neoemozioni, Carli & Paniccia, 2002) finalizzato a individuare, comprendere e gestire le relazioni fondate sul presupposto della negazione dell’estraneo, attraverso proposte collusive alternative a quelle costruite a partire dalla pretesa, agita in base al potere dato dal ruolo all’interno dei sistemi produttivi.

Al polo opposto, troviamo invece lo scambio, condizione essenziale per istituire il processo di divergenza collusiva, ossia di costruzione di nuovi modelli simbolici di relazione con il contesto.

In relazione a questo scenario teorico di riferimento, riteniamo tuttavia che nella produzione della letteratura sull’analisi della domanda, molta attenzione è stata rivolta all’analisi e alla teorizzazione delle specificità del possesso come presupposto delle simbolizzazioni affettive senza prodotto (le neoemozioni), mentre ci si è dedicati relativamente poco, e in modo piuttosto generale, alla formalizzazione teorica del costrutto di “scambio”: in tal senso, sono numerosi gli interventi psicologico-clinici che descrivono relazioni con il cliente, strutturate sulla simbolizzazione affettiva che poggia sullo scambio, ma riteniamo che poco sia ancora stato discusso dal punto di vista dello sviluppo teorico di un costrutto così importante, che possiamo considerare il “reciproco” produttivo del possesso[...]".


Tratto dalla "Rivista di Psicologia Clinica" n.1 – 2012